
La Valletta, la capitale di Malta
La Valletta è la capitale di Malta e la più piccola capitale dell’Unione europea: una scacchiera fortificata di appena un chilometro per 600 metri, adagiata su una penisola tra due porti naturali, il Grand Harbour e Marsamxett. Fondata nel 1566 dai Cavalieri di San Giovanni all’indomani del Grande Assedio, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1980, concentra 320 monumenti in vicoli in pendenza tagliati in un calcare color miele. Una città-museo che si visita interamente a piedi — e la cui pietra s’infiamma al tramonto.
- 5.197 abitanti (2024)
- 0,84 km²
- fondata nel 1566
- UNESCO dal 1980
- 320 monumenti
- capitale più piccola dell’UE
Cose da non perdere a La Valletta
Sei luoghi concentrano l’essenziale, e quasi ognuno nasconde la sua sorpresa dietro una facciata muta. Per il dettaglio di visite, tariffe, video e biglietti, segui il nostro Top 13 di La Valletta.

La Concattedrale di San Giovanni
Facciata austera, interno che lascia di stucco: un pavimento di 405 lastre tombali in marmo, la volta dipinta dal calabrese Mattia Preti e i due Caravaggio, tra cui l’unica tela firmata dal maestro.

I giardini Upper Barrakka
Il balcone della città: la vista precipita sul Grand Harbour e sulle Tre Città. Subito sotto, la Saluting Battery spara il colpo di cannone a mezzogiorno e alle 16:00.

Il Palazzo del Gran Maestro
Sale di rappresentanza e un’armeria da 7.000 pezzi, sotto il grande balcone chiuso che avrebbe lanciato la moda delle gallariji. Il palazzo ospita oggi la presidenza della Repubblica.

Forte Sant’Elmo
La punta della penisola, caduta dopo quasi un mese di resistenza nel 1565. Il suo Museo Nazionale della Guerra espone la Croce di San Giorgio dell’isola.

Casa Rocca Piccola
Un palazzo del Cinquecento ancora abitato dalla stessa famiglia nobile, che si visita in sua compagnia. È anche l’unico monumento della città dove si può dormire.

Il Teatro Manoel
Costruito nel 1731, è il terzo teatro più antico d’Europa ancora in attività, quasi nascosto dietro la facciata discreta di Old Theatre Street.
Cosa fare a La Valletta
La città si presta particolarmente alle visite accompagnate: un tour guidato a piedi dà un senso alle auberge, ai bastioni e ai palazzi che incroci strada facendo, il tour gastronomico fa assaggiare quello che le vetrine non mostrano, e il segway si mangia le salite senza fatica.
Storia di La Valletta
La Valletta è nata da un assedio. Nel 1565 i Cavalieri di San Giovanni respingono l’Impero ottomano al termine del Grande Assedio di Malta; già nel 1566 il Gran Maestro Jean Parisot de La Valette posa la prima pietra di una città-fortezza sulla penisola del monte Sciberras, tra i due più grandi porti naturali dell’isola. L’ingegnere toscano Francesco Laparelli vi disegna una pianta a scacchiera, rivoluzionaria per l’epoca, che il suo allievo maltese Girolamo Cassar veste di auberge, chiese e palazzi. Il 18 marzo 1571 La Valletta diventa ufficialmente capitale, al posto di Mdina.
Sotto l’Ordine si impone come una capitale di gentiluomini: il Palazzo del Gran Maestro governa, la Concattedrale di San Giovanni ostenta la potenza religiosa, la Sacra Infermeria cura l’Europa intera. Napoleone se ne impadronisce nel 1798, in rotta verso l’Egitto; i Britannici subentrano già nel 1800 e fanno del Grand Harbour una base di primo piano della Royal Navy nel Mediterraneo.
Questo ruolo le costa caro: tra il 1940 e il 1942 l’isola incassa più di 3.000 raid aerei. Il teatro reale crolla sotto le bombe (le sue rovine fanno oggi da palcoscenico a cielo aperto) e il coraggio della popolazione vale a Malta la Croce di San Giorgio, conferita da Giorgio VI nel 1942 e ancora oggi presente sulla bandiera nazionale. Dopo l’indipendenza del 1964, la capitale entra nel patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1980, poi viene designata Capitale europea della cultura nel 2018, l’anno del suo grande restyling.
- 1565 Grande Assedio: gli Ottomani respinti
- 1566 Fondata da Jean Parisot de La Valette
- 1571 La Valletta diventa capitale al posto di Mdina
- 1798 Presa da Napoleone Bonaparte
- 1800 Inizio del periodo britannico
- 1942 Croce di San Giorgio dopo oltre 3.000 raid aerei
- 1964 Indipendenza di Malta
- 1980 Iscrizione nel patrimonio mondiale dell’UNESCO
- 2018 Capitale europea della cultura
Dove si trova La Valletta e come arrivarci
La Valletta occupa una penisola sulla costa nord-orientale di Malta, tra il Grand Harbour e il porto di Marsamxett. Questa posizione di sperone roccioso che domina due rade profonde spiega tutto il resto: la fortezza, la storia navale e gli scorci di mare che si aprono in fondo a ogni strada in pendenza. L’aeroporto internazionale di Malta è a 8 km, a Luqa.
Tutte le linee di autobus dell’isola convergono verso il capolinea piazzato davanti alla porta della città: impossibile sbagliare, ma aspettati di viaggiare in piedi nelle ore di punta. Il biglietto, valido due ore coincidenze comprese, si compra dall’autista.
Da St Julian’s, il TD13 express raggiunge il capolinea in 25 minuti. Da Sliema, il traghetto resta l’opzione più piacevole: quindici minuti di traversata del porto di Marsamxett, partenze ogni quarto d’ora e l’approccio più bello alla città dopo quello delle navi da crociera. Sul versante Grand Harbour, la dgħajsa, il taxi-barca tradizionale, collega le Tre Città per circa 2 €.
In auto, lascia perdere: guida a sinistra, circolazione limitata dentro le mura, parcheggi rari. Se vieni lo stesso, punta al parcheggio MCP all’ingresso o al Park & Ride di Floriana. I taxi classici applicano tariffe forfettarie salate; le app (Bolt, eCabs, Uber) ti dicono il prezzo prima della corsa.
I collegamenti diretti più rapidi verso il capolinea di La Valletta (rilevazioni Malta Public Transport, giugno 2026):
* Tariffa estiva giu–ott. (2,00 € nel resto dell’anno)
Calcola il tempo di percorrenza attuale su Malta Public Transport
Quando visitare La Valletta e quanto restare
Maggio è il mese perfetto: luce già estiva, giardini in fiore, folla ancora contenuta. Ottobre segue a ruota, con la sua Notte Bianca. L’estate si vive a orari sfalsati: a luglio e agosto la pietra restituisce il calore e molti interni, cattedrale compresa, non sono climatizzati; visita al mattino, la brezza marina addolcisce le serate. L’inverno resta mite (15-17 °C, a volte di più), ma i musei chiudono già alle 16:00.
Due regole valgono tutto l’anno. Nei giorni di scalo i crocieristi si riversano su Republic Street già dalle 9:30: arriva prima di loro, o spostati di due strade parallele, là dove la calma, il bucato alle finestre e gli abitanti restano intatti. E la domenica la città chiude quasi tutto, negozi, musei, perfino l’ascensore Barrakka: è il giorno del mercato di Marsaxlokk, non quello della capitale.
L’ora più bella, invece, non cambia mai: il tardo pomeriggio, quando il calcare passa dal miele all’ambra e le mura s’infiammano davanti al mare.
- Febbraio Carnevale di Malta — la settimana prima del Mercoledì delle Ceneri: carri giganti, concorsi di maschere e coriandoli per uno dei carnevali più antichi d’Europa.
- Febbraio Festa di San Paolo — il 10 febbraio, processione per il santo naufrago dell’anno 60, alle origini del cristianesimo maltese.
- Aprile Settimana Santa — processioni del Venerdì Santo in tutta la città. Qui sono più sentite del Natale.
- Giugno Festa di San Giovanni & Festival del cinema — fuochi d’artificio per il santo patrono il 24 giugno, e proiezioni all’aperto al Forte Sant’Elmo e in Pjazza Teatru Rjal.
- Agosto Festas d’estate — quasi ogni weekend una parrocchia festeggia il suo santo: bande musicali, coriandoli lanciati dalle finestre e fuochi d’artificio da qualche parte sull’isola.
- Ottobre Notte Bianca — il primo sabato di ottobre: musei e palazzi aperti fino a tardi e gratuiti, concerti in ogni piazza.
- Dicembre Luminarie di Natale — Republic Street illuminata e messa di mezzanotte a San Giovanni (biglietti gratuiti da ritirare al palazzo di fronte).
Quanto tempo prevedere? Il giro della città si fa in mezza giornata; sono le visite a portare via tempo. Una giornata piena copre l’essenziale, due giorni permettono di aggiungere musei e Tre Città senza correre. Chi alloggia dentro le mura ci torna ogni sera senza stancarsene.
La Valletta in un giorno: fontana dei Tritoni e City Gate alle 9:00, Republic Street fino alla Concattedrale (punta all’apertura), piazza San Giorgio e il palazzo, discesa verso il Forte Sant’Elmo, risalita per Merchants Street per essere ai giardini Upper Barrakka alle 11:45: il cannone spara a mezzogiorno in punto. Pranzo a base di pastizzi, vicoli laterali nelle ore calde, ascensore Barrakka verso il lungomare, dgħajsa per le Tre Città, ritorno per la luce dorata della sera.
Dove dormire a La Valletta
La Valletta conta una quarantina di hotel, quattro dei quali a cinque stelle, ma dormirci è una scelta di atmosfera più che di comodità: passate le 22:00, la capitale restituisce i vicoli al silenzio e alle facciate illuminate. È proprio questo a renderla l’indirizzo dei viaggiatori tranquilli (coppie, appassionati di storia, soggiorni lontani dalle discoteche) e di chi cerca una cornice che nessun’altra città dell’isola offre: dormire in un palazzo del Cinquecento. Gli amanti delle serate vivaci staranno meglio a Sliema o St Julian’s, i due poli dinamici di fronte, a quindici minuti di traghetto o di autobus. Quanto agli indirizzi dentro le mura: l’Iniala Harbour House (21 suite affacciate sul Grand Harbour, tavola stellata ION Harbour) e il Rosselli AX Privilege (25 camere, piscina sul tetto, ristorante stellato Under Grain) giocano la carta del palazzo-boutique; la Casa Rocca Piccola fa dormire in un vero palazzo ancora abitato; il Grand Harbour Hotel resta l’opzione semplice con vista sul porto.
Dove mangiare a La Valletta
Il primo riflesso costa 50 centesimi: un pastizz alla ricotta o ai piselli, caldo, mangiato al banco di una pastizzeria. È il miglior spuntino dell’isola. Il mercato coperto Is-Suq tal-Belt (Merchants Street) allinea i suoi banchi street food sotto un padiglione vittoriano, il Caffe Cordina serve dal 1837 su Republic Street, e i tavoli arrivano fin sui gradini dei vicoli: cenare su una scalinata fa parte dell’esperienza.
Nel menù locale: la ftira farcita, il coniglio alla maltese (fenek), tanta Sicilia nei piatti (cannoli compresi) e la Cisk, la bionda nazionale. La sera punta su Strait Street, l’ex via a luci rosse dei marinai riconvertita in una fila di cocktail bar. Due cose da sapere: il servizio se la prende comoda, e i tavolini delle vie principali fanno pagare la posizione; gli indirizzi delle strade parallele sfamano meglio, spendendo meno.
Nei dintorni di La Valletta

Le Tre Città
Birgu, Senglea e Cospicua, le fortificazioni nate prima di La Valletta, a 15 minuti di traghetto o di dgħajsa dal molo sotto i giardini Barrakka.

Sliema
Il lungomare commerciale proprio di fronte: quindici minuti di traghetto e la vista più bella sulle mura di La Valletta al tramonto.

Mdina, la città silenziosa
L’antica capitale fortificata, a una trentina di minuti di autobus. Il contrappunto perfetto di La Valletta, che più di qualcuno finisce per preferire.

Marsaxlokk
Il villaggio di pescatori dei luzzu colorati. Il suo grande mercato della domenica cade a fagiolo: è il giorno in cui La Valletta si ferma.
Il nostro giudizio su La Valletta
A La Valletta si entra come in una scenografia: il ponte sul fossato, la porta di pietra e d’un tratto l’infilata di Republic Street che corre dritta tra le facciate bionde. Il resto è una questione di contrasti. Questa città nasconde i suoi tesori dietro muri muti (San Giovanni è il caso da manuale: niente fuori, tutto dentro) e si scopre con il naso all’insù, tra gallariji colorate, batacchi scolpiti, insegne ferme agli anni Cinquanta e fossili incastonati nelle lastre dei marciapiedi. In fondo a ogni strada in pendenza, uno scorcio di mare. La Valletta non si visita: si legge. Ogni pietra racconta i Cavalieri, al punto che ti aspetti davvero di vederne spuntare uno in armatura dietro l’angolo.
Il suo vero segreto è una questione di orari. Alle 9:30, nei giorni di scalo, Republic Street diventa un formicaio; due strade più in là, però, il bucato asciuga alle finestre, i gatti dormono sui gradini e la città torna a essere un paese. Nel tardo pomeriggio la luce radente incendia il calcare: è l’ora dei fotografi. E la sera, quando le navi da crociera si sono riprese il loro mondo, la capitale si riconsegna alle sue pietre: monumenti illuminati, vicoli silenziosi, tavoli a lume di candela apparecchiati direttamente sulle scalinate. Chi passa soltanto tra le 10:00 e le 16:00 attraversa un’altra città, la meno interessante delle due.
Ora le riserve, perché sono reali. La Valletta resta un cantiere di restauro permanente: man mano che ci si allontana dagli assi principali, palazzi vuoti dai vetri sporchi si alternano alle facciate rinnovate; il grande restyling del 2018 non ha sistemato tutto. Gli ingressi a pagamento si sommano in fretta (meglio scegliere le visite e ammirare il resto da fuori), la pietra levigata scivola nei giorni di pioggia, le rampe di scale si conquistano, e l’estate senza aria condizionata, cattedrale compresa, si affronta la mattina presto. Quanto alla domenica, chiude quasi tutto, ascensore Barrakka incluso. Niente che tolga l’essenziale: per una giornata preparata (arrivare prima della folla, vicoli nelle ore calde, mura al tramonto), poche città del Mediterraneo rendono così tanto al metro quadrato.
Cosa ci piace
- L’interno della Concattedrale, sbalorditivo dopo la facciata muta
- La vista sul Grand Harbour dai giardini Barrakka, colpo di cannone di mezzogiorno compreso
- Tutto si fa a piedi, in una scacchiera dove non ti perdi mai
- La pietra color miele che s’infiamma a fine giornata
- L’arrivo dal mare, lo scalo più bello del Mediterraneo
Da sapere prima di partire
- Republic Street satura già dalle 9:30 nei giorni di scalo delle navi da crociera
- La domenica chiude quasi tutto, ascensore Barrakka compreso
- Lastricato scivoloso e rampe di scale (mobilità ridotta e ginocchia fragili: resta sul crinale)
- Gli ingressi a pagamento si sommano in fretta
- Facciate in abbandono appena lasci le vie principali
Domande frequenti su La Valletta
Dove si trova La Valletta?
Sulla costa nord-orientale dell’isola principale di Malta, su una penisola che separa due porti naturali: il Grand Harbour e Marsamxett. Questa posizione strategica ne ha fatto una fortezza, un porto commerciale e uno degli arrivi dal mare più belli del Mediterraneo.
Cosa vedere a La Valletta in un giorno?
L’essenziale sta in una giornata ben costruita: Concattedrale di San Giovanni all’apertura, Palazzo del Gran Maestro, colpo di cannone di mezzogiorno ai giardini Upper Barrakka, Forte Sant’Elmo, poi vicoli e lungomare a fine giornata. L’itinerario dettagliato è nella sezione «Quando andare» qui sopra.
C’è un aeroporto a La Valletta?
No: l’aeroporto internazionale di Malta si trova a Luqa, a circa 8 km. La linea di autobus express X4 raggiunge il capolinea di La Valletta in una trentina di minuti.
Si può vedere il tramonto a La Valletta?
La penisola guarda a est: l’alba è uno spettacolo, il tramonto no. A fine giornata la scena è altrove: la luce radente incendia il calcare di facciate e bastioni, ed è proprio l’ora preferita dei fotografi.
Quanti abitanti ha La Valletta?
5.197 abitanti alla rilevazione del 2024. È una delle capitali meno popolate d’Europa, il che spiega perché la sera si svuoti così in fretta.
Da quando La Valletta è la capitale di Malta?
Ufficialmente dal 18 marzo 1571, quando l’Ordine di San Giovanni vi trasferì la propria sede. Ha preso il posto di Mdina, l’antica capitale, oggi soprannominata «la città silenziosa».
Come muoversi a La Valletta?
A piedi, semplicemente: la pianta a scacchiera rende l’orientamento immediato e la circolazione delle auto è limitata dentro le mura. Porta scarpe adatte: le strade salgono, scendono, e la pietra levigata scivola. L’ascensore Barrakka (chiuso la domenica) evita i 222 gradini tra il lungomare e la cima delle mura.
Si può fare il bagno a La Valletta?
No: è un porto attivo, senza spiagge e con un traffico marittimo intenso. Per nuotare punta alle spiagge di Malta o alla Blue Lagoon di Comino, raggiungibili in autobus o in escursione dalla capitale.
La Valletta in immagini







